Il mondo globalizzato ha bisogno di questo contrappunto tra il limone e il mango, tra Partenope e Yemanjá, tra il Mediterraneo e i Tropici… di un Tropicus Mundi: altrimenti sarà il fascismo definitivo (Gilberto Gil)
Da un progetto di Giorgio Baratta
per il Network Transito Atlantico/NapoliBahia, diretto dalla Università di Napoli “L’Orientale”
Napoli-Bahia.
Sono partita da Napoli tanti anni fa, senza allontanarmene mai.
E di ogni viaggio intrapreso in musica, vado scoprendo che Napoli ne è sempre il punto di partenza, qualsiasi sia la rotta.
E allora, per questo nuovo lavoro, riparto da Napoli, verso Bahia ; seguendo il tropico mediterraneo,
una linea immaginaria tra questi due luoghi , entrambi leggendari, in cui l’ energia è tellurica e celeste, e dalle svolte imprevedibili. Poesia e violenza, bellezza e orrido, il carnevale e la fame sono mescolati indissolubilmente. Come liquidi assorbiti dallo stesso colpo di spugna,e restituiti all’esterno in un’unica materia fluida e mutante.
Sacro e profano, fede pagana ,scugnizzi e meninos de rua,canti di sirene e dee dell’acqua,
melodie liquide, suoni scuri di tamburi rombanti, ritmi leggeri e danzanti.
Trance. La sirena Partenope, la dea delle acque Yemanja.