TUMULTI


Maria Pia De Vito: voce, live electronics
Patrice Heral: batteria, percussioni, voce, live electronics

 

Alla prosa spicciola del canto più comunemente conosciuto, Maria Pia De Vito e Patrice Heral, dal cui connubio artistico nasce il progetto, oppongono un’improvvisazione a tutto campo basata sulle infinite possibilità di intersezione tra la voce e il ritmo. Flash violenti e graffianti frantumano un mondo e ne attraversavano mille altri; la pratica della composizione è filtrata attraverso la sensibilità dell’istante. L’attimo dell’improvvisazione, considerato nei termini di una ricomposizione di cellule armoniche e melodiche, diviene il veicolo ideale per fissare su carta le coordinate della composizione istantanea. Progetto già fermato su cd, pubblicato da Il Manifesto nel 2003, impegna Maria Pia nell’incontro con le percussioni, il canto e l’elettronica di Patrice Heral. Alcuni brani del disco presentavano gli interventi del visionario violoncellista Ernst Reijseger e del pianista austriaco Paul Urbanek. La preziosa collaborazione tra Maria Pia ed il percussionista risale a qualche anno prima ancora, quando si ritrovarono in studio per le sedute di registrazione di Nel respiro, realizzato assieme a John Taylor, Ralph Towner e Steve Swallow.
Tumulti è un percorso nel tempo attraverso i rimescolamenti dell’arte e le difficoltà della creazione; i due riescono a compiere questo tragitto fluttuante per merito di una vocalità femminile fatta di risonanze interiori, di echi melodiosi. Ma soprattutto storie, parole, frammenti combinati secondo le tradizioni dell’India e dell’Africa e distillate attraverso tecniche digitali in presa diretta che permettono la pratica di overdubbing, moltiplicazione di frammenti in tempo reale.
Non meno intenso e centrato il lavoro del batterista, percussionista e cantante. Possiede spiccate capacità evocative che gli consentono di alternare nella sua prassi musicale momenti più lirici ad altri più esclusivamente ritmici. Inoltre le apparecchiature digitali moltiplicano i suoi interventi fin tanto da far sembrare la sua estetica l’insieme di un ensemble di percussioni.